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PRESENTAZIONE | MONUMENTI

A partire dalla fondazione di Valentia Edetanorum, nell'anno 138 avanti Cristo, la romanizzazione fu un fatto e l'epoca di Augusto la più splendida della vita romana valenciana. Unita alla monarchia Visigota nel VI secolo, passò sotto il dominio musulmano nell'anno 714,epoca nella quale la città acquisì una maggiore importanza, beneficiandosi dello sviluppo agricolo dei suoi dintorni

Nel X secolo, Valencia entra a pieno titolo nella vita politica di Al-Andalus, acquisendo un ruolo di rilievo come importante capitale di un regno di Taifa. Il decadimento dello stesso, rese possibile, nel 1904, la conquista della città da parte del Cid Campeador, per poi passare, nel 1102, sotto il dominio degli Almoravidi.

Nel 1238, Giacomo I la rinconquista definitivamente, incorporandola alla Corona di Aragona e fondando il Regno di Valencia che dota di una caratteristica legislazione forale (Furs) e di istituzioni proprie come il "Consolat del Mar" (Consolato del Mare), il "Tribunal de las Aguas" (Tribunale delle Acque), la "Taula de Canvis" (Tavola dei Cambi), la "Letra de Cambio" (Lettera di Cambio)... Durante il XV secolo, Valencia divenne la più importante città della Corona d'Aragona, posizione che ricoprirà fino al XVII secolo. La prosperità della sua agricoltura e della sua industria della seta, il suo sviluppo come centro finanziario e commerciale e l'auge della sua cultura, fecero sì che questo fosse il suo secolo d'oro, caratterizzato da un grande splendore artistico, nel quale spiccano le figure di Joanot Martorell (autore di Tirant lo Blanch, prima novella moderna in Europa), Ausias March, Roig de Corella e Isabel de Villena.

Il fallimento delle "Germanías" (Corporazioni) complicò la sua posizione, ma il colpo decisivo alla sua economia fu l'espulsione dei mori avvenuta nel 1609. A radice della vittoria Borbonica nella battaglia di Almansa (1707), Filippo V decretò l'abolizione dei "Fueros" (privilegi), dato che gli abitanti della città si erano inclinati a favore dell'Arciduca Carlo d'Austria durante la guerra di Successione.

Durante il XVIII secolo, partecipò al Rinascimento economico e culturale della nazione.

Con il XIX secolo arrivano la Guerra di Indipendenza e le gesta di El Palleter, di Romeu e Pep de L'Horta, le Guerre Carliste e il "cantón valenciano" (gruppo cantonalista) del 1873. L'anno successivo, Alfonso XII verrà proclamato Re costituzionale a Sagunto.

Durante la Guerra Civile (1936-1939), Valencia fu per qualche tempo capitale della repubblica. Successivamente, soffrì grandi perdite con le alluvioni del 1957. Con il ritorno della Monarchia, la Comunità Valenzana ottiene lo Statuto di Autonomia.

Nel corso dei secoli, i numerosi avvenimenti storici hanno lasciato un'impronta nella città, arricchendo il suo patrimonio fino a renderla, oggigiorno, una delle principali città spagnole sia dal punto di vista culturale che economico e la capitale della Comunità Valenzana.

Storia dello Scudo della Città di Valencia

Fino al regno di Pietro il Cerimonioso, la città utilizzò come stemma uno scudo che alludeva alla sua ubicazione: "Una città cinta da mura su onde"…Questo emblema appare rappresentato in uno dei primi timbri municipali (1312) e nello scudo scolpito sulla porta gotica della Cattedrale di Valencia. Però, già dal XIV secolo, Valencia utilizzò come stemma le proprie armi reali: uno scudo a "cairó" (rombo) con quattro bastoni rossi su sfondo d'oro. In alcune rappresentazioni araldiche, i quattro bastoni appaiono semplificati in due. Nel 1377 il Consell (Consiglio) municipale fissava, definitivamente, la composizione dello scudo

"Es cert que el senyal per los molt alts senyors reys de Aragó otorgat e confermat a la dita ciutat era e és llur propi senyal reyal de bastons e barres grogues e vermelles... Per tal, lo dit Consell deliberadament e concordant , tengué per bé e volgué e proveí que els ordinaris e escrivans... usen del dit senyal reyal... ;al cap subirá sia feta corona per dues raons: La primera, car la dita ciutat és cap de regne, majorment, e la segona, car lo molt alt senyor rey ara regnant, per son propi motie e de sa mera liberalitat , tenin-se axí con fou sa mercé, per molt servit de la dita ciutat, senyaladament en la guerra de Castella proppassada , especialment en los dos setges..., enadí la corona al dit senyal".
Testo in antica lingua valenzana.

A partire da questo momento, lo scudo reale della corona si impose non solo sui timbri municipali, ma anche nelle grandi costruzioni, nei coni monetari della zecca, nelle filigrane della carta fabbricata nei mulini della città, nelle tele della manifattura locale ed anche nelle insegne degli orefici appartenenti alla corporazione di Valencia.

Come riconoscimento alla sua fedeltà durante la guerra con la Castiglia, Pietro il Cerimonioso concesse alla città il diritto di collocare una corona sopra la L di Valencia. In epoca più moderna, si aggiunse una L ad entrambi i lati dello scudo a simboleggiare la lealtà della capitale durante i due assedi che soffrì in occasione della menzionata contesa, la cui origine si attribuisce ad una concessione del monarca stesso. Nel 1503, in occasione della benedizione di una nuova bandiera, il drago alato che appariva come cimiero in alcuni scudi reali e come decorazione all'estremità dell'asta della "Senyera" (bandiera del regno di Valencia), fu sostituito dal pipistrello, animale già utilizzato in alcune delle rappresentazioni araldiche precedenti. Nel XVII secolo il "rat penat" (pipistrello) è già presente nello scudo municipale e negli stampati ufficiali, e nei secoli XVIII e XIX sulle monete e sulle medaglie.


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